Dossier Dicembre 2009
La pagina interelligiosa
Dio ha cambiato indirizzo
Marco Dal CorsoIn generale le religioni, in particolare il cristianesimo presentano «nuovi volti» [1]. C’è un’evidenza sociologica. Mentre rimane l’Europa il continente con il maggior numero di cristiani (circa 560 milioni), ora è l’America Latina che vanta la maggior proporzione di cristiani presenti nei suoi confini: sono il 92% della popolazione. In questo senso, l’America Latina presenta un credito alle Chiese cristiane. Se poi si analizza l’evoluzione interna al cristianesimo, i dati statistici ci avvertono che, pur rimanendo il blocco cattolico ancora il più numeroso, la crescita del movimento pentecostale è percentualmente la più fenomenale, al punto da essere oggi il secondo gruppo per consistenza di cristiani e da poter legittimare chi parla di «rivoluzione pentecostale».
Anche la ripartizione geografica del cristianesimo rivela un quadro relativamente nuovo: se l’Europa all’inizio del XX secolo era il continente che raggruppava i due terzi di tutti i cristiani, oggi rappresenta appena un quarto del mondo cristiano (poco più del 27%). Cioè: oggi il cristianesimo è una religione dei paesi di periferia dal momento che quasi il 60% dei fedeli in Gesù abitano in America Latina, Asia e Africa. La sola America Latina, poi, raggruppa il 24% dei cristiani: un cristiano ogni quattro vive nella regione latinoamericana. E di questo gruppo il 20% appartiene al fenomeno pentecostale, ricordando, in questa maniera, la rivoluzione avvenuta con la riforma protestante del XV secolo, con la differenza che questo altro fenomeno di massa non si restringe alla frontiere nazionali. La stessa Chiesa cattolica, minacciata dal movimento carismatico, ha finito con il pentecostalizzare parte della sua pratica pastorale, quando non teologica.
Ma c’è anche un’evidenza pastorale forse ancora più difficile da accettare. Infatti, se i dati dello spostamento geografico del cristianesimo indicano nuovi luoghi di appartenenza, ancora di più questo vale per il cattolicesimo: statisticamente parlando, la Chiesa cattolica è una Chiesa del sud, fuori dal nucleo centrale del capitalismo moderno. Una Chiesa sempre di più sollecitata quando non trascinata dai problemi della vita quotidiana dei popoli periferici quali l’estrema povertà, la fame, l’Aids, la disoccupazione di massa. Questi e molti altri sono i problemi che contano. Invece, dal punto di vista del potere decisionale le Chiese del sud sono ancora molto deboli e la visione che sottende la pratica pastorale e i dibattiti teologici sembra essere ancora quella del nord, dove storicamente il cattolicesimo si è sviluppato.
Il nuovo indirizzo di Dio, allora, non è solo una scoperta «logistica». Ci aiuta, piuttosto, ad accogliere le interpretazioni che provengono dal sud del mondo come nuove strade per tornare alla freschezza originaria, libera e profetica del cristianesimo. Nuovi cristiani crescono.