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A scuola e oltre Aprile 2011

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   Che aria tira a scuola/1

Se non io, chi? Se non qui, dove? Se non ora, quando?

di Isabel Paghera

Se non io, chi? Se non qui, dove? Se non ora, quando? Lo scrisse prima della nascita di Cristo un maestro dell’ebraismo, Rabbi Hillel. Le ultime parole di questa frase costituiscono il titolo di un libro di Primo Levi, Se non ora, quando?, racconto delle imprese di partigiani ebrei, polacchi e russi che si opposero allo sterminio. Recentemente lo stesso titolo è stato lo slogan della giornata in difesa della Scuola Pubblica del 12 Marzo. Ci troviamo in un periodo di forte invocazione al «risveglio delle coscienze» su cosa sia il bene comune. Il sistema universitario italiano, che pur aveva notevoli inadeguatezze, con la Riforma Gelmini non solo non le risolve, ma, in un tentativo aziendalista all’italiana, smantella l’idea di cultura come bene intersoggettivamente costruito. I presupposti di tale riforma sono di ordine economico e culturale. Il presupposto economico è la semplice esigenza di riduzione della spesa all’interno di un gioco di poteri accademici, politici e confindustriali che annulla la partecipazione democratica nella gestione degli atenei. Il presupposto culturale che lancia una continuità con la riforma Moratti è espresso dal concetto di «individualizzazione», così come lo definisce Ulrich Beck. Esso è inteso come progressivo processo di autonomia e autosostentamento in cui ognuno sviluppa sempre più aspettative, desideri, progetti di vita che si riferiscono alla propria persona. L’individualizzazione è però un fenomeno ambivalente. Da un lato è libertà, decisione, un prodotto maturo di quel mercato del lavoro che prevedeva un tempo gli ammortizzatori dello Stato sociale; dall’altro è costrizione, esecuzione di esigenze del mercato interiorizzate. Infatti, la libertà e la coscienza della libertà che si presuppongono nel processo di individualizzazione sono anche una sorta di libertà del mercato del lavoro, dove la parola libertà assume il significato di auto-costrizione, auto-adattamento. Le costrizioni da rispettare nel mercato devono essere interiorizzate, accolte nella propria persona, nella propria condotta e programmazione di vita, a partire dalla formazione universitaria. L’immagine ideale della condotta di vita conforme al mercato del lavoro è il singolo o l’individualità totalmente mobile, che senza riguardo per i legami e le premesse sociali della sua esistenza, fa di se stesso una forza lavoro fungibile, flessibile, cosciente della prestazione e della concorrenza. Diventare individui emancipati significa diventare dipendenti dal mercato del lavoro e da tutta una serie di corollari che vi ruotano attorno: la pressione alla scolarizzazione, l’aumento in quantità e qualità dei riconoscimenti formali, la necessità di professionalizzare ogni genere di attività.

Questa concezione manageriale si applica sia alla gestione del processo educativo, mediante la riorganizzazione degli atenei, sia nel prodotto di tale educazione, ossia un soggetto con un nuovo orientamento interiore, diciamo più individualizzato. In questo senso, la riforma non si confronta con le esigenze culturali di ampio respiro e nemmeno con una cultura dei diritti.

Ecco perché, prima ancora della scelta, appare cruciale la domanda: «Se non ora, quando?». Sentire in se stessi l’esigenza di connettere la propria individualità al resto del mondo. C’è un tempo: il presente, anzitutto, perché è adesso che si negozia il futuro, si diffonde l’idea di mondo che vogliamo realizzare. «Se non io, chi?»: me lo ripeto per non dimenticarlo, per ricordarmi che anch’io sono chiamata ad incarnare nelle azioni di ogni giorno i valori di uguaglianza, giustizia, rispetto e trasparenza che danno un senso al «bene comune».

Isabel Paghera

Laureata in Sociologia all’Università di Padova con una tesi sui progetti di rinnovazione urbana di Parigi per la Mixité sociale, ttualmente è iscritta a Padova alla Scuola di dottorato in scienze sociali: Interazioni, comunicazione e costruzioni culturali, con un progetto di ricerca sui processi di costruzione delle competenze professionali e lavorative degli studenti stranieri nell’area territoriale veneta.

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