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Il resto del mondo Gennaio 2010

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   Spazio Caritas

Un anno d’immigrazione

Oliviero Forti
Responsabile Ufficio Immigrazione Caritas Italiana

Il 2009 sarà ricordato in Italia come un anno speciale sul fronte dell’immigrazione. I fatti e le notizie degli ultimi dodici mesi hanno raccontato di un paese disorientato, incapace di comprendere i cambiamenti in corso e le scelte di una politica spesso faziosa. L’utilizzo strumentale che si è fatto dell’immigrazione e degli immigrati ha inasprito il dibattito sociale e politico. Il confronto parlamentare, fino all’approvazione dell’ultimo provvedimento del «pacchetto sicurezza», è l’esempio più evidente di questa chiusura nei confronti del fenomeno e del clima che si è creato attorno ad esso.

Gennaio

A tenere banco è la relazione del Ministro Maroni che annuncia la «linea di rigore» e la decisione di espellere gli immigrati irregolari sbarcati a Lampedusa direttamente dall’isola. Parole come rigore, sicurezza, clandestinità, più volte ripetute durante la campagna elettorale del 2008, diventano uno slogan che risuona ogniqualvolta si parla di immigrati. A questo vocabolario si affianca, poi, un atteggiamento ostile allo straniero, soprattutto se irregolare, che vede giorno dopo giorno indebolirsi la sua condizione e mettere in discussione i diritti fondamentali. Va in questo senso l’emendamento al pacchetto sicurezza targato Lega Nord (successivamente stralciato): si propone di cancellare il divieto di segnalazione alle autorità degli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria. Ogni medico o infermiere che fosse venuto in contatto con un cittadino irregolare avrebbe potuto denunciarlo all’autorità giudiziaria.

Febbraio

Viene approvata la ratifica del trattato di «Amicizia, partenariato e cooperazione» tra Italia e Libia che prevede, tra l’altro, pattugliamenti congiunti delle coste libiche e la fornitura di motovedette da parte del nostro paese, a fronte della possibilità di investimenti in Libia da parte di società italiane. Ciononostante, non sembrano arrestarsi gli sbarchi di migranti provenienti dalle coste libiche. In marzo, infatti, Lampedusa torna ad essere la meta finale di questi «viaggi della speranza» con l’inevitabile strascico di morti.

Aprile

Da un primo bilancio delle attività da inizio anno emerge che nei primi 4 mesi gli sbarchi, nonostante le forze messe in campo, sono quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente.

Maggio

Un altro tentativo di sbarco, terminato con il rimpatrio in Libia dei migranti, apre un nuovo fronte che catalizzerà l’attenzione dell’opinione pubblica e degli organismi di tutela. Si tratta dei cosiddetti respingimenti in mare, ovvero l’intercettazione dei migranti in mare e l’accompagnamento degli stessi nel paese di partenza, la Libia.La reazione dell’Onu è durissima, l’Alto commissario per i rifugiati Antonio Guterres rivolge un appello alle autorità italiane e maltesi affinché continuino ad assicurare alle persone salvate in mare e bisognose di protezione internazionale pieno accesso al territorio e alla procedura di asilo nell’Ue.

Ad una settimana delle elezioni europee, escono i risultati di un sondaggio finanziato dalla Commissione europea da cui emerge che il 69% degli italiani interrogati considera l’immigrazione un problema prioritario per il Paese, più del doppio della media Ue. Per i maltesi la percentuale sale all'87%.

Giugno

Mentre Berlusconi dichiara «la deterrenza costituita dai respingimenti ha funzionato: sono quindici giorni che non sbarca un clandestino sulle nostre coste», riferendosi evidentemente all’isola di Lampedusa, in Calabria sbarcano 26 tra iracheni e turchi intercettati nel comune di Caulonia. Iniziano, dunque, a cambiare le rotte e si registrano nelle settimane successive sbarchi in Puglia e a sud della Sicilia.

Luglio

Con voto di fiducia è approvato in via definitiva il «pacchetto sicurezza». Il ministro Sacconi annuncia una regolarizzazione che riguarderà solo badanti e collaboratrici domestiche. L’operazione prenderà il via il primo di settembre e terminerà a fine mese.

Il Presidente della Repubblica promulga il «pacchetto sicurezza» manifestando riserve riguardo allo spirito della legge, in particolare circa le ronde e il reato di immigrazione clandestina.

Agosto

L’attenzione verso gli immigrati si concentra su due questioni: la regolarizzazione di collaboratrici domestiche e familiari che, a chiusura della procedura, risulteranno meno di quelle preventivate anche a causa dei requisiti stringenti richiesti, e la notizia data dal ministro Maroni che annuncia «da quando abbiamo iniziato i respingimenti, dall’inizio di maggio, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, gli sbarchi sono diminuiti di oltre il 90%.».

Intanto continua lo scontro tra il Vaticano e la Lega sugli immigrati. Uno scontro che si trascinerà nei mesi successivi sfociando nell’attacco della Lega, agli inizi di dicembre, contro il cardinale Tettamanzi.

A sollevare le polemiche in agosto è la tragedia degli eritrei nel Canale di Sicilia. Il presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti aveva espresso il suo dolore per il continuo ripetersi delle morti in mare e aveva esortato le «società sviluppate» a «rispettare sempre i diritti dei migranti e a non chiudersi all’egoismo». Poco dopo gli faceva eco il Ministro Calderoli affermando che «solo un messaggio chiaro» può fermare i viaggi «della disperazione, che, purtroppo, hanno portato a morire, nelle acque del canale di Sicilia, tanti, partiti anche sulla base dei messaggi dell’opposizione o di monsignor Vegliò».

Altri fatti di cronaca alimentano l’insofferenza verso gli immigrati. Nel comune di Capriate, nel bergamasco, guidato dalla Lega, una delibera comunale vieta l’apertura di locali pubblici gestiti da immigrati nella centralissima via Vittorio Veneto. Tutto ciò accade in concomitanza con la pubblicazione del rapporto di Bankitalia in cui si evidenzia come la crescita della presenza straniera in Italia negli ultimi anni «non si è riflessa in minori opportunità occupazionali per gli italiani» ma come, al contrario, si constati una «complementarietà tra gli stranieri e gli italiani più istruiti e le donne».

Novembre

Anche l’autunno si rivela una stagione calda sul fronte dell’immigrazione. Il tema della cittadinanza e del voto agli immigrati trova consensi a destra e a sinistra con evidente disappunto da parte della Lega. Sia il presidente della Camera Fini che altri esponenti del Pdl rilanciano la concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati nonché l’estensione del diritto di voto amministrativo.

Un’apertura che viene simbolicamente frenata da iniziative di piccoli comuni come quella di Coccaglio dove, a metà novembre, parte la caccia ai clandestini (in nome del Natale):  agli extracomunitari che hanno il permesso di soggiorno scaduto da sei mesi e che dovrebbero aver avviato le pratiche per il rinnovo la residenza viene revocata d’ufficio.

Dicembre

Il presidente della Camera Fini si scaglia contro il processo breve, affermando come sia inammissibile che nell’elenco dei reati esclusi dal processo breve vi siano quelli in materia di immigrazione.

Abbiamo dunque vissuto 12 mesi intensi, durante i quali l’immigrazione ha giocato un ruolo fondamentale nel dibattito pubblico e politico, mostrando tutta la sua forza dirompente nell’orientare scelte che, nel loro intrinseco populismo, stanno viziando alla radice un processo molto delicato: l’integrazione della società multiculturale.

 ©Cem Mondialità

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