La pagina di... Rubem Alves Gennaio 2012
La pagina di... Rubem Alves
La lussuria
Rubem Alves
Lussuria! Che immagini vi vengono in mente quando sentite pronunciare questa parola? Non occorre dirlo, lo sappiamo. Sono immagini di orge, baccanali, uomini e donne che fanno sesso in qualsiasi maniera… Ma tengo a dirvi che la lussuria non è niente di tutto questo. La lussuria non vive nei genitali. Essa vive negli occhi. Proprio così: la lussuria è un modo di guardare. Il resto sono semplici deduzioni algebriche…
Il peccato della lussuria consiste proprio in questo: le persone che ne sono vittime perdono la capacità di vedere i volti. Vedono solo i genitali e ciò che si può fare con questi. In tale maniera, però, diventano incapaci di amare. Perché l’amore non inizia mai nei genitali. L’amore inizia nello sguardo. Guardando nel fondo degli occhi di chi è posseduto dal demone della lussuria, si vede solo una cosa: peni e vagine. Ora, una volta tanto, va ancora bene. Sono parti, piccole parti di un delizioso giocattolo che si chiama «fare l’amore». Ma quando quegli occhi vedono solo questo, il risultato è un’immensa monotonia. Perché tutte le orge, in fondo, sono la stessa cosa.
Quale cura, allora, per il disturbo oftalmico chiamato lussuria? Non la preghiera, neppure la promessa, non la flagellazione, neppure la minaccia. Il rimedio è la poesia. I demoni hanno in odio la poesia. Non c’è lussuria che resista ai poemi di Vinicius de Moraes, di Carlos Drummond de Andrade e di Adélia Prado. Rispetto a quest’ultima, ad esempio, ci sarà mai qualcosa di più erotico della sua poesia intitolata «Matrimonio»?
Ci sono donne che dicono
Mio marito, se vuole pescare, che peschi
Ma che pulisca i pesci.
Io no. A qualsiasi ora della notte mi alzo
Aiuto a pulire le squame, aprire, ritagliare e salare
È così bello, solamente noi due in cucina
E ogni tanto i menti s’incrociano
Lui dice cose come «questo è stato difficile»
«girò in aria dando colpi di coda»
E fa il gesto con la mano
Il silenzio di quando ci siamo visti per la prima volta
Attraversa la cucina come un fiume profondo
Infine, i pesci sulla tavola
Andiamo a dormire
Cose preparate sbocciano:
siamo sposo e sposa
Adélia Prado
Ai miei tempi antichi di protestante, eravamo soliti fare una cosa chiamata «culto domestico». La famiglia si riuniva per leggere la Bibbia e pregare. Credo che usanze simili sarebbero salutari: le famiglie che dopo cena si riuniscono per leggere poesia. Incluse le Sacre Scritture. Non c’è lussuria che resista al Canto dei Cantici
Mi baci con i baci della tua bocca.
Sì le tue tenerezze sono più dolci del vino
Come sei bella, amica mia, come sei bella
I occhi tuoi sono colombe, dietro il tuo velo
L’odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi
Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa,
c’è miele e latte sotto la tua lingua
Come sono belli i tuoi piedi
Nei sandali, figlia di principe
Le curve dei tuoi fianchi sono come monili,
opera di mani d’artista
Il tuo ombelico è una coppa rotonda
Che non manca mai di vino drogato
Il tuo ventre è un mucchio di grano
Circondato da gigli
I tuoi seni come due cerbiatti
Gemelli di gazzella…
Vieni mio amato…mi sono già tolta i vestiti...
Colui che tentato dalla lussuria è perché non è amato. Il rimedio per la lussuria è l’amore…
Traduzione di Marco Dal Corso
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