Intercultura Cem Mondialità, per l'educazione interculturale

Sections

Personal tools

You are here: Pagina principale => Rivista => Marzo => La pagina di... Rubem Alves Marzo 2012
[



CSAM
]



[ Missionari Saveriani ]



[ Missione Oggi ]



[ Video Mission ]



[ Libreria dei Popoli ]



[ San Cristo ]



[ Missione giovani ]



[ Missionari Saveriani Italia ]
 

La pagina di... Rubem Alves Marzo 2012

Document Actions

Ruben Alves   La pagina di... Rubem Alves

L’ avarizia

Rubem Alves

Dice il testo sacro che lo Spirito condusse Gesù nel deserto per essere tentato dal demonio. Questa è la missione dei demoni: sono ministri di Dio incaricati di verificare di che pasta è fatta l’anima.

La tentazione, che è lo strumento per compiere la loro missione, si presenta solo nel luogo dove risiede il desiderio. Il santo che resiste alla tentazione in realtà confessa: «In me abita questo desiderio che mi tenta».

Nel deserto, il demonio iniziò il test dal desiderio più innocente, più naturale. Gesù aveva fame dopo aver digiunato per quaranta giorni. Voleva mangiare. Sicuramente si sognava il pane anche di notte. Il demonio gli suggerisce: «Un piccolo miracolo e si risolverà tutto. Tu hai potere. Devi solamente comandare e le pietre si trasformeranno in pani». Che Dio buono è questo, a nostra disposizione per soddisfare i nostri desideri. Ma il Dio di Gesù non è così. Egli non può essere invocato per liberarci dai problemi.

«Non di solo pane vive l’uomo, ma delle parole che escono dalla bocca di Dio…» rispose Gesù. Il demonio, allora, percepì che quello non era il luogo adatto. Si trasferì allora per quel luogo dove abitano i desideri più futili. I peggiori peccati non sono delle carne, ma dello spirito.

«Prova a immaginarti sul pinnacolo del tempio. Lì sotto il popolo che grida “Salta, salta!”. E tu ti butti e a quel punto succede l’insperato: arrivano gli angeli e ti portano sulle loro ali. Sarà il trionfo, la consacrazione! Tutti ti crederanno e ti seguiranno!». Gesù rispose che non si deve tentare Dio per la realizzazione dei nostri desideri. Allora il demonio ricorre al più profondo dei desideri che esistono nell’animo umano: il potere. Porta Gesù su di un alto monte, gli mostra tutti i regni del mondo e le sue ricchezze e dice: «Tutto questo ti darò se prostrato mi adorerai!».

Chi possiede il denaro possiede tutte le cose. Il denaro è il dio del mondo. Vinicus de Morais inizia il poema «L’operaio in costruzione» citando questo testo del Vangelo. L’operaio, in alto sul monte, tentato dalle ricchezze. Perché il fascino del denaro non abita solo nel cuore dei ricchi. Abita anche nel cuore dei poveri. Dimentica le immagini stereotipate dell’avaro come di colui che nasconde e accumula denaro. Quell’avaro è un poveraccio. Fa male a poca gente. In realtà è lui il primo ad esserne danneggiato. Tutti fuggono dalla sua compagnia. Egli è ridicolo. L’avarizia non è questo. Essa, invece, è una qualità spirituale. Avarizia è malattia degli occhi. Bernardo Soares ha detto che noi non vediamo quello che vediamo, ma quello che siamo. L’avaro non vede le cose; egli vede quello che queste valgono come denaro: la casa, l’auto, il figlio. E non pensare che queste cose valgano solo per i ricchi... I poveri avari vedono anch’essi le persone in funzione del denaro che se si può ricavare.

Pensa un attimo alle miserie del Brasile. Non sono prodotte dall’ira, dalla pigrizia, dall’invidia, dalla gola, dall’arroganza o dalla lussuria. Questi demoni sono deboli. Le nostre miserie sono prodotte dall’avarizia. I corrotti guardano alla nazione e pensano: «da dove e come posso ricavare denaro?». Gli orrori delle guerre e dei genocidi sono prodotti dall’uso di armi pensate da una intelligenza scientifica, fabbricate da cervelli pensanti e vendute per amore del lucro. Chi pensa e vende armi non pensa alla sofferenza che queste producono. Chi è mosso dall’avarizia non ha occhi e neppure cuore per sentire la sofferenza degli altri, perché questi gli appaiono solo per il loro valore economico. L’avarizia elimina la capacità della compassione. E, con questo, la nostra condizione di esseri umani.

Traduzione di Marco Dal Corso

©Cem Mondialità
« Ottobre 2014 »
do lu ma me gi ve sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
Cerca nel sito
 
 

CEM Centro educazione alla Mondialità
via Piamarta, 9 - 25121 Brescia - tel +39 030 3772780 - fax +39 030 3772781 - email: cemsegreteria@saveriani.bs.it

siti al TOP